Sorpresa in Regione Lombardia: Cristina Cappellini è il nuovo assessore alla cultura. O meglio: alle culture, come recita una delega verde lega, che punta su identità e autonomie

Niente super-assessorato che accorpi scuola, formazione e cultura; addio alla suggestiva pista Paola Ferrari, con la giornalista RAI sponsorizzata Santanché che risponde alle polemiche sorte attorno alla sua possibile nomina togliendo il disturbo. Sorprese alla presentazione della nuova giunta di Regione Lombardia: perché dei quattordici assessorati da distribuire una sola casella restava davvero avvolta nel […]

Cristina Cappellini

Niente super-assessorato che accorpi scuola, formazione e cultura; addio alla suggestiva pista Paola Ferrari, con la giornalista RAI sponsorizzata Santanché che risponde alle polemiche sorte attorno alla sua possibile nomina togliendo il disturbo. Sorprese alla presentazione della nuova giunta di Regione Lombardia: perché dei quattordici assessorati da distribuire una sola casella restava davvero avvolta nel mistero. Proprio quella della cultura, che il neo-governatore Roberto Maroni affida a sorpresa a Cristina Cappellini: donna di partito – o meglio, ragazza: classe 1978 – cresciuta nel movimento dei Giovani Padani e poi negli staff ministeriali di Bossi e Calderoli. Ma non doveva andare al PDL, la delega alla cultura? Queste le indicazioni della vigilia, ampiamente smentite da Maroni: che nella definizione formale di una delega a culture, identità e autonomie sembra aver voluto invece costruire un assessorato profondamente radicato nell’ethos leghista.
Bresciana di nascita, ma residente a Soncino – il paese d’origine di Piero Manzoni, curiosità da Settimana Enigmistica – Cappellini è accreditata come autrice di raccolte di poesie e racconti, uscite per piccole case editrici locali. Prima dichiarazione a caldo, rilasciata naturalmente ad Artribune: “è un assessorato in cui crediamo molto, in cui il Presidente crede molto. Parliamo di culture proprio per dare risalto alle tante specificità della Lombardia”. Un assessorato molto “leghista”, provochiamo: “un assessorato molto legato al territorio”.

–  Francesco Sala

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.