Franco Battiato papabile assessore alla cultura in Sicilia? Invece di dire la nostra, abbiamo chiesto la vostra, sul nostro profilo Facebook. Ecco i risultati

Intuita – anche dalle indiscrezioni della stampa odierna – la possibilità che Franco Battiato possa diventare assessore alla cultura della nuova giunta siciliana che il neopresidente Rosario Crocetta sta formando in queste ore, abbiamo deciso di fare un esperimento: in luogo di esprimere noi il nostro parere, abbiamo dato la notizia o presunta tale in […]

Intuita – anche dalle indiscrezioni della stampa odierna – la possibilità che Franco Battiato possa diventare assessore alla cultura della nuova giunta siciliana che il neopresidente Rosario Crocetta sta formando in queste ore, abbiamo deciso di fare un esperimento: in luogo di esprimere noi il nostro parere, abbiamo dato la notizia o presunta tale in pasto ai famelici nostri “amici” di Facebook. La pagina FB di Artribune lambisce i 17.500 “like” in solo un anno e mezzo, un risultato di gran livello che si merita, almeno una volta ogni tanto, un poco di riconoscenza e protagonismo. E dunque eccoci, con sfumature – c’era da aspettarselo – di ogni tonalità. Si va da “finalmente la cultura alla cultura” e “grande intellettuale, sarebbe straordinario”, rispettivamente di Giuseppe Cucinella e Sandra Rizza a “uomo-bluff” di Alessandro Perini.
C’è poi chi prova ad argomentare come Rossana Nicoletti, evidentemente esperta di cose sicule, secondo la quale “al momento l’Assessorato ai Beni Culturali e dell’identità siciliana versa in condizioni disastrose.. ben venga un uomo di grande cultura come Franco Battiato il quale però non risolve il problema delle risorse davvero insufficienti”. Stefano Campani, riferendosi al personaggio-Battiato fa il suo in bocca al lupo ma sottolinea la necessità di essere molto “disponibile all’ascolto, lasciando da parte la spocchia”. E mentre Andrea Mirenda imbastisce un vero e proprio peana (“artista di formazione serissima, con grandi maestri europei ma profondamente siciliano e, ancor più mediterraneo, Battiato diverrebbe uno straordinario testimonial della cultura raffinatissima di una grande Isola e un bell’esempio di riappropriazione delle istituzioni culturali da parte di uomini di cultura anziché di grigi politicanti incolti”), Salvo Pennisi ammonisce: “ok, ma deve occuparsi solo di cultura e spettacolo: zero politica” e Pietro Mannu mette i puntini sulle i (“se Battiato fa l’assessore De André e Battisti cosa doveva fare, i Presidenti della Repubblica?”) e subito dopo affonda: Battiato “non sa parlare la lingua italiana, è un cantante decente, un regista mediocre e uno squallido sputasentenze… Che poi gli altri siano anche peggio beh, che tristezza…”.
C’è anche chi si è legato al dito alcuni atteggiamenti di Battiato. Ad esempio Ennio Benjamin non si è dimenticato quando il cantautore minacciò di lasciare l’Italia se mai fosse stato eletto Scapagnini a sindaco della sua Catania: “è stato un segno di pochezza e poi Scapagnini è stato eletto e lui non se n’è mica andato. È fazioso, ecco perché probabilmente diventerà assessore!”. Il pensiero di questo giornale – non ce ne vogliate – lo interpreta più di ogni altro Nicola di Caprio, che così ci permette di chiosare questa mini-inchiesta: “grande rispetto per un maiuscolo autore come Battiato ma ancora una volta sarebbe il caso di ringiovanire la classe politica e magari affiancare a lui un’altra persona di pari statura per meglio indirizzare chi deve poi fare politica tutti i giorni in una terra ‘vulcanica’ come la l’antica Trinacria”. Amen.

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