55° Biennale di Venezia, habemus Belgium. Sarà Berlinde De Bruyckere a rappresentare il padiglione fiammingo, con le sue sculture maestose e fragili. Si brinda anche in casa Continua

Sei mesi alla prossima Biennale d’arti visive di Venezia: nella suspense generale che, da un capo all’altro del mondo, precede il rito delle nomine ufficiali, ecco arrivare il responso del Belgio. Per voce del Ministro fiammingo dell’ambiente, della natura e della cultura, Schauvliege Joke, arriva una notizia che fa ben sperare: regina del padiglione belga […]

Berlinde De Bruyckere, Actaeon, 2012 - courtesy the artist and Hauser & Wirth - foto ©Mirjam Devriendt

Sei mesi alla prossima Biennale d’arti visive di Venezia: nella suspense generale che, da un capo all’altro del mondo, precede il rito delle nomine ufficiali, ecco arrivare il responso del Belgio. Per voce del Ministro fiammingo dell’ambiente, della natura e della cultura, Schauvliege Joke, arriva una notizia che fa ben sperare: regina del padiglione belga sarà, nel 2013, la quarantottenne Berlinde De Bruyckere, già insignita nel 2009 dal prestigioso “Flemish Culture Prize for Visual Arts”. Un incarico che arriva, tra l’altro, a un giorno dall’opening di una sua nuova personale negli spazi di Hauser & Wirth, a Zurigo. Momento d’oro, dunque, per la brava De Bruyckere, impostasi negli ultimi dieci anni come una delle più intense, originali e convincenti sperimentatrici nell’ambito della scultura. Malinconiche, ieratiche, inquietanti eppure seducenti, le sue creature plastiche mettono in scena tutto l’amore e l’orrore di una mitologia del corpo che si nutre di molteplici influenze culturali ed estetiche, raggiungendo però una cifra assolutamente personale: la deformità come condizione spirituale, la trasmutazione di corpi senza organi e senza geometrie, la tensione tutta epidermica di superfici vibranti, sottili, ceree, esposte alla fragilità dell’esistenza.
Il successo di Berlinde De Bruyckere – da cui si aspetta in Laguna un progetto mozzafiato – è anche un po’ un successo italiano, che vede la toscana Galleria Continua raccogliere i frutti di un lavoro di supporto convinto e costante: un’artista in cui Mario Cristiani & co hanno fortemente creduto, promuovendone il lavoro in casa e oltreconfine. Bravi.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.