È impossibile da raccontare, noi ci proviamo con tante immagini. Ecco una full immersion fotografica nel nuovo progetto di Tino Sehgal alla Tate Modern

Raccontare qualcosa? Difficile, se non impossibile, come sempre del resto, quando di mezzo c’è l’imprevedibile Tino Sehgal. Difficile, perché le sue performance corali non seguono mai uno schema fisso e replicabile, sono esperienze ogni volta diverse. Per questa occasione poi l’artista ha condotto laboratori per più di un anno per trovare i 200 performer che […]

Tino Sehgal - These Associations - photo Aldo Colella

Raccontare qualcosa? Difficile, se non impossibile, come sempre del resto, quando di mezzo c’è l’imprevedibile Tino Sehgal. Difficile, perché le sue performance corali non seguono mai uno schema fisso e replicabile, sono esperienze ogni volta diverse. Per questa occasione poi l’artista ha condotto laboratori per più di un anno per trovare i 200 performer che prendono parte all’installazione, ognuno dei quali lavora a turni di quattro ore per coprire 1.120 turni alla settimana.
È un’”esperienza anarchica, un flusso di energie che dà un senso di riconoscimento e un senso di appartenenza”, ha dichiarato il direttore della Tate Modern, Chris Dercon. Già, perché stiamo parlando di These Associations, la tredicesima commissione per le Unilever Series nella Turbine Hall, appena inaugurata a Londra. Una specie di grande gioco di ruolo, dove i protagonisti coinvolgono (e sconvolgono!) il pubblico ora raccontandogli la propria vita, ora intonando un coro, ora iniziando a correre per scambiarsi le postazioni, come nel gioco dei quattro cantoni.
Qualcosa che comunque ti lascia un segno, mai come in questo caso da provare di persona: Artribune intanto approfitta di un’inviato specialissimo come Aldo Colella, per regalarvi un bel kit di immagini…

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