Siti, associazioni e riviste che le tentano tutte per fottere gli artisti. Pure presentarsi come patrocinati dall’Unesco. Continuano ad affluire i casi in redazione, eccone un altro

Qualche giorno fa, con una news, Artribune ha inaugurato una indagine, se così si può dire, sulle diffusissime truffe ai danni degli sprovveduti artisti alle prime armi, artisti della domenica, wannabe artists e via dicendo. Organizzazioni, associazioni culturali, pseudo riviste, siti web che offrono enorme visibilità, pubblicazioni di articoli a tutta pagina, prestigiosissime mostre in […]

L'ultima inserzione segnalata ad Artribune

Qualche giorno fa, con una news, Artribune ha inaugurato una indagine, se così si può dire, sulle diffusissime truffe ai danni degli sprovveduti artisti alle prime armi, artisti della domenica, wannabe artists e via dicendo. Organizzazioni, associazioni culturali, pseudo riviste, siti web che offrono enorme visibilità, pubblicazioni di articoli a tutta pagina, prestigiosissime mostre in cambio di denaro sonante. Ovviamente tutti i servizi offerti sono inutili quando non addirittura dannosi per gli artisti che dovessero acquistarli. Poiché un articolo o una mostra può essere solo il frutto del lavoro e della qualità delle opere, mai di uno scambio di denaro.
A quanto pare il panorama è composito e frastagliato e il business notevole visto che da quando abbiamo pubblicato quella notizia ad alcune velate minacce da parte di organizzatori e magnaccia dell’arte si sono assommate molte mail di artisti che ci hanno segnalato casi simili. Tra i tanti abbiamo selezionato questo che vedete in foto. Qui una sedicente organizzazione offre “in omaggio in cambio di 60 euro” schede in lingua inglese su vari siti, su pagine Myspace e Facebook e varie tipologie di servizi con prezzi variabili fino a 1000 euro all’anno. Il tutto mediante una sgrammaticata mail (dalla quale abbiamo oscurato i riferimenti diretti) in cui si chiosa facendo riferimento ad un patrocinio Unesco.
Chissà l’Unesco come sarà contenta di essere strumentalizzata a fine di basso lucro in questo modo. Per noi, ad ogni buon conto, un’ulteriore buon motivo per rinnovare l’invito a tenersi alla larga da profittatori e sfruttatori: ci sono tanti modi per ottenere visibilità, successo e soddisfazioni nel mondo professionale dell’arte, pagare per una mostra o un articolo è solo controproducente.

Articoli a pagamento su rivistuncole di quart’ordine. Ma ancora c’è qualche artista che ci casca? Ecco la mail che sta girando in questi giorni


Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.