Mario Botta e Mimmo Paladino rimandati a settembre. E poi bocciati. Qui non si scherza, si tratta di metter mano al Duomo di Firenze…

La commissione “dopo un’accurata analisi degli elaborati presentati dagli artisti invitati, ha deciso di non accettare nessuna delle proposte pervenute”. Un responso che a molti farà tirare un sospiro di sollievo: l’oggetto è infatti il nuovo ambone per la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, a Firenze, ed una bocciatura di tutte le proposte pervenute […]

L'interno di Santa Maria del Fiore

La commissione “dopo un’accurata analisi degli elaborati presentati dagli artisti invitati, ha deciso di non accettare nessuna delle proposte pervenute”. Un responso che a molti farà tirare un sospiro di sollievo: l’oggetto è infatti il nuovo ambone per la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, a Firenze, ed una bocciatura di tutte le proposte pervenute fa pensare che la commissione preposta stia valutando molto seriamente il delicatissimo intervento che è chiamata a sovrintendere. Magari avendo a mente qualche spinoso precedente, come i contestatissimi pulpito ed altare maggiore di Giuliano Vangi per il Duomo di Pisa…
Ma la notizia è anche che fra gli autori delle proposte respinte ci sono star come Mario Botta, o Mimmo Paladino: i quali difficilmente avranno appreso la decisione con altrettanto sollievo. Tutto da rifare, dunque? Per ora non è chiaro come si procederà, ma pare che i promotori della call non si diano per vinti. “Ringraziamo gli artisti e la commissione per il lavoro svolto – ha dichiarato il presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore avvocato Franco Lucchesi – che ha prodotto opere pregevoli, apprezzate dalla commissione pur non avendo trovato su alcune di esse quel largo consenso che ne avrebbe consentito la realizzazione. Per la nostra istituzione, però, la realizzazione dell’ambone è una questione ancora aperta su cui intendiamo proseguire una riflessione”.
La Commissione – della quale facevano parte fra gli altri anche Pio Baldi e Gabriella Belli – aveva in prima battuta selezionato alcune proposte, quelle di Mario Botta, Mimmo Paladino e Paolo Zermani, invitandoli ad un ulteriore approfondimento “in riferimento alla natura dell’ambone secondo le finalità previste dall’azione liturgica e nella sua relazione con l’importanza della cattedrale”. Ora la bocciatura definitiva: progetti non esattamente in tono con la sfida lanciata, oppure la solita trita prudenza italiana che impedisce al nostro patrimonio di contaminarsi, modificarsi, ibridarsi con l’oggi?

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