Riciclo creativo. Le cabine del telefono di New York si trasformano in librerie. Ci ha pensato un giovane designer dal nome altisonante. Si chiama John Locke…

“Ci sono 13659 cabine telefoniche sui marciapiedi di New York, anche se abbiamo oltre 17milioni di cellulari. Le cabine sono un anacronismo o un’opportunità?”. Inizia così il “manifesto” del designer newyorkese John Locke, che sotto il marchio dell’immaginario Department of Urban Betterment (Dipartimento per il Miglioramento Urbano) ha trasformato due cabine del telefono di Manhattan […]

Ci sono 13659 cabine telefoniche sui marciapiedi di New York, anche se abbiamo oltre 17milioni di cellulari. Le cabine sono un anacronismo o un’opportunità?”. Inizia così il “manifesto” del designer newyorkese John Locke, che sotto il marchio dell’immaginario Department of Urban Betterment (Dipartimento per il Miglioramento Urbano) ha trasformato due cabine del telefono di Manhattan in librerie a cielo aperto.
L’idea, semplice e geniale, consiste nell’installare degli scaffali di legno nei phonebooth in disuso e riempirli di volumi che i passanti possono consultare e prelevare liberamente. A metà tra il guerriglia gardening e il book crossing, l’iniziativa è stata accolta finora con curiosità ma le reazioni sono state contrastanti. Mentre la prima libreria è stata svaligiata e smontata dopo poche ore, la seconda è ancora al suo posto, però pare che l’interazione dei newyorkesi con l’insolito arredo urbano sia molto limitata. Passano, guardano, prendono un libro e poi lo rimettono al suo posto…

– Valentina Tanni

Il sito di John Locke
Il sito del Dipartimento del Miglioramento Urbano


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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.