Lo Strillone: Ai Weiwei pronto a invadere pure Skype su La Repubblica. E poi la prima opera d’arte, Sgarbi su Mantegna, memoria delle foibe…

Da Caravaggio a Sironi: le passioni di Testori in mostra a Ravenna, con anteprima su Corriere della Sera; in via Solferino ci si chiede quale sia la prima opera d’arte degna di questo nome. Le pitture rupestri di Chauvet? Uhm: le sei foche monache dipinte nelle grotte di Nerja sono ancora più vecchie. E allora, […]

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Da Caravaggio a Sironi: le passioni di Testori in mostra a Ravenna, con anteprima su Corriere della Sera; in via Solferino ci si chiede quale sia la prima opera d’arte degna di questo nome. Le pitture rupestri di Chauvet? Uhm: le sei foche monache dipinte nelle grotte di Nerja sono ancora più vecchie. E allora, già che siamo nei giorni di Celentano a Sanremo… viva la foca! Monaca.

Tiziano a Palazzo Reale in una breve su La Stampa, Wildt a Forlì con Il Fatto Quotidiano. Esce in libreria, per Bompiani, il prossimo 15 febbraio: su Libero una pagina di anticipazioni sul nuovo saggio che Vittorio Sgarbi, Rodolfo Signorini e Giovanni Reale dedicano al Mantegna della Camera degli Sposi.

Pensavate che la bischerata dei falsi Modigliani pescati trent’anni fa a Livorno fosse un unicum? Su Il Foglio spunta un illustre quanto misconosciuto precedente, con Mazzini e Garibaldi che occhieggiano tra le sculture di Pisano. Al Museo Bagatti Valsecchi e su Quotidiano Nazionale l’intuizione di Davide Pizzigoni: in mostra le foto che ritraggono gli sfuggenti guardiani dei musei; Avvenire racconta gli scatti con cui Monika Bulaj, in viaggio tra tundra e deserti orientali, ha raccontato un cristianesimo quasi animista.

Era tutto pronto da quasi tre anni, ma apre solo oggi: a Trieste inaugura con una mostra documentaria il Civico Museo della civiltà friulana, istriana e dalmata. Su Il Giornale, a ventiquattro ore dalla Giornata del Ricordo, riflessioni sulla memoria delle foibe. Su La Repubblica Ai Weiwei pensa a Skype per il suo prossimo intervento, in preparazione per Londra 2012.

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.