Un museo che dura solo 24 ore. È l’ultimo progetto di Francesco Vezzoli, previsto per la prossima settimana a Parigi. Con lo zampino di Prada

Un “pop-up museum”, pensato per durare soltanto il breve arco di 24 ore. Una maratona molto intensa però, che comprenderà una mostra, una cena e un paio di party. Ma anche la rituale conferenza stampa e un programma di visite organizzate per le scuole. A progettarlo ci ha pensato Francesco Vezzoli, che a partire dalle […]

Palais d'Iena, sede del "Museo Vezzoli"

Un “pop-up museum”, pensato per durare soltanto il breve arco di 24 ore. Una maratona molto intensa però, che comprenderà una mostra, una cena e un paio di party. Ma anche la rituale conferenza stampa e un programma di visite organizzate per le scuole. A progettarlo ci ha pensato Francesco Vezzoli, che a partire dalle 9 di sera del 24 gennaio “occuperà” gli spazi parigini del Palais d’Iéna per un evento-performance. Per l’occasione, l’artista bresciano si avvarrà della collaborazione di AMO, studio di architettura e design nato in seno al celebre OMA di Rem Koolhaas e del sostegno economico di Prada.
Il programma inizierà con una cena, poi lo spazio si trasformerà in un night club e la mattina dopo in un vero e proprio museo, in cui saranno esposti lavori inediti (si parla di grandi sculture classiche con i volti delle celebrità con cui l’artista ha lavorato negli ultimi anni). La giornata del 25 si concluderà con una grande festa aperta al pubblico per poi chiudere i battenti del “museo” per sempre.
Non mancherà l’interazione con il web, grazie al sito del progetto e a una chat via Twitter che Vezzoli intavolerà con una non meglio identificata diva (“più famosa di Lady Gaga”). In un’intervista al britannico Guardian, l’artista ha così commentato l’iniziativa: “La gente è molto triste in questo momento. Se verranno e riuscirò a farli sorridere davanti alle mie ‘disco-sculture’ sarà già qualcosa”.

– Valentina Tanni

www.24hoursmuseum.com

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.