Un basso elettrico firmato Damien Hirst e Flea. I Red Hot Chili Peppers e l’artista inglese ancora insieme, stavolta per beneficenza

Aveva già firmato biciclette, jeans, skateboard, sedie sdraio, valigie e persino etichette di brandy. E anche una chitarra elettrica, una Fender Stratocaster degli anni Settanta con il suo classico motivo a pois, battuta all’asta da Christie’s lo scorso settembre per circa 150mila dollari. Stavolta però, la motivazione è più nobile e Damien Hirst, in coppia […]

Aveva già firmato biciclette, jeans, skateboard, sedie sdraio, valigie e persino etichette di brandy. E anche una chitarra elettrica, una Fender Stratocaster degli anni Settanta con il suo classico motivo a pois, battuta all’asta da Christie’s lo scorso settembre per circa 150mila dollari. Stavolta però, la motivazione è più nobile e Damien Hirst, in coppia con Flea, pirotecnico bassista dei Red Hot Chili Peppers (band californiana che a Hirst ha commissionato anche la copertina dell’ultimo album), ha lanciato una linea di coloratissimi bassi elettrici.
La serie, che si chiama Spun Guitar, comprende cinquanta esemplari, numerati, firmati e dipinti a mano nello stile dei recenti dipinti dell’artista inglese, gli “spin paintings”. Il basso arriva a casa con una custodia custom, una fotografia di Hirst e Flea, un disegno fatto a quattro mani dai due con la tecnica del “cadavre exquis”, un quadretto incorniciato di una farfalla e un set di venti plettri. Gli strumenti sono in vendita tramite Other Criteria, sia online che negli shop londinesi del marchio, e i prezzi vanno dalle diecimila alle cinquantamila sterline. Il ricavato delle vendite andrà all’organizzazione non profit di Los Angeles Silverlake Conservatory of Music, che usa la musica come strumento per migliorare la vita dei giovani della comunità.

– Valentina Tanni

www.othercriteria.com

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.