Il Don Giovanni di Mozart? Alla Scala, sì, ma anche in caserma. E il preludio della kermesse Piano City a Milano diventa una megaperformance musical-ambientale

Otto pianoforti, trenta musicisti, quattro ore di melodie. Location, le sale abbandonate di una caserma dei carabinieri, diventate teatro di luci e suoni per una coinvolgente megaperformance. A tre settimane dalle sue dimissioni (subito ritirate), l’Assessore Stefano Boeri inaugura come promesso la stagione urbana di Piano City: preludio, il progetto musicale studiato per portare concerti […]

Otto pianoforti, trenta musicisti, quattro ore di melodie. Location, le sale abbandonate di una caserma dei carabinieri, diventate teatro di luci e suoni per una coinvolgente megaperformance. A tre settimane dalle sue dimissioni (subito ritirate), l’Assessore Stefano Boeri inaugura come promesso la stagione urbana di Piano City: preludio, il progetto musicale studiato per portare concerti in alcuni edifici insoliti della città. Negli spazi della caserma, dal Palazzo di Leva al Panificio all’Archivio, risuonano – nel gelo della serata – le atmosfere antiche e le libere variazioni delle arie del Don Giovanni di Mozart, l’opera che quest’anno ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala.
Trenta pianisti, tra i quali Ferdinando Arnò, Ludovico Einaudi, Michele Fedrigotti e Francesca Rivabene, danno vita ad una maratona musicale, un pluri-concerto suonato a ciclo continuo su 8 pianoforti sistemati in vari punti della Caserma Magenta, la futura sede dell’Accademia di Brera. E i milanesi accorrono in massa per ascoltare le note anche negli antichi panifici, vicino ai forni in ghisa, dove un tempo veniva preparato il pane per tutte le caserme della Lombardia. È solo il preludio alla tre giorni Piano city che si terrà in primavera: una serata patrocinata dal Comune di Milano, con il sostegno di Edison e Banca Intesa e in collaborazione con il Teatro alla Scala. C’eravamo anche noi, ecco la gallery…

– Ginevra Bria


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Ginevra Bria

Ginevra Bria

Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.

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