Nascita e sviluppo di un linguaggio. Il Victoria & Albert Museum inaugura una nuova esposizione permanente dedicata alla storia della fotografia. Dai dagherrotipi al 1960…

Fondato nel 1852, il Victoria&Albert Museum di Londra è stato il primo museo al mondo a collezionare ed esporre opere fotografiche. E la sua raccolta, vasta e piena di pezzi storici fondamentali, lo testimonia. Finalmente, gran parte di questo tesoro sarà visibile al pubblico in maniera permanente, all’interno di una nuova area ristrutturata per l’occasione. […]

Il Victoria & Albert Museum di Londra
Il Victoria & Albert Museum di Londra

Fondato nel 1852, il Victoria&Albert Museum di Londra è stato il primo museo al mondo a collezionare ed esporre opere fotografiche. E la sua raccolta, vasta e piena di pezzi storici fondamentali, lo testimonia. Finalmente, gran parte di questo tesoro sarà visibile al pubblico in maniera permanente, all’interno di una nuova area ristrutturata per l’occasione.
La mostra inaugurale, aperta lunedì scorso, comprende capolavori di grandi nomi come Henri Cartier-Bresson, Alfred Stiegtliez, Ansel Adams e Diane Arbus, ma soprattutto un vasto corpus di scatti che racconta la nascita e l’esplorazione del nuovo linguaggio, coprendo il periodo storico che va dall’invenzione della fotografia (1839) al 1960. Il pezzo più antico, un’immagine di Parliament Street a Londra, è un dagherrotipo del 1839. L’esposizione verrà rinnovata ogni diciotto mesi, per dare spazio a tutta la collezione, e includerà ogni volta un focus su un particolare fotografo (il primo appuntamento è dedicato a Julia Margaret Cameron).

– Valentina Tanni

www.vam.ac.uk


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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.