Braccia rubate alla fotografia. E anche l’alternativa e corretta Nan Goldin cede alla campagna fotografica per Jimmy Choo

Una bionda top model che sembra uscita da un film fantasy, qualche pavone qua e là, tacchi vertiginosi, il tutto inserito in una scenografica foresta tropicale e in qualche interno polveroso ma molto chic. Il tutto firmato Nan Goldin: è lei l’autrice dell’ultima campagna fotografica per Jimmy Choo, glamourissimo stilista orientale i cui punti di […]

Una bionda top model che sembra uscita da un film fantasy, qualche pavone qua e là, tacchi vertiginosi, il tutto inserito in una scenografica foresta tropicale e in qualche interno polveroso ma molto chic. Il tutto firmato Nan Goldin: è lei l’autrice dell’ultima campagna fotografica per Jimmy Choo, glamourissimo stilista orientale i cui punti di forza sono il tacco venti ed i brillanti un po’ ovunque.
Dopo la collaborazione tra Cindy Sherman e la maison giapponese Comme Des Garcons, ora è la volta della Goldin, divenuta famosa in passato per i suoi scatti controversi e socialmente impegnati che documentavano i margini della New York anni Ottanta. Ma se nel caso di Cindy Sherman la trovata non appare così controversa, per la Goldin le cose si prospettano in maniera leggermente differente: che dire di un’artista il cui segno distintivo è sempre stato un modo di fotografare impegnato e di denuncia, e che diventa da un giorno all’altro autrice di fotografie patinate prive di qualsiasi contenuto profondo se non quello pubblicitario? E soprattutto, perché incrinare un talento indiscusso per scatti come se ne vedono milioni, con le stesse inquadrature e le stesse modelle anoressiche?

– Alessandro Marzocchi

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Alessandro Marzocchi
Alessandro Marzocchi (Milano, 1986) è studente presso l’Università degli Studi di Parma, curatore e speaker radiofonico. Specializzato in arte contemporanea, da anni ha un conto aperto con La Mariée mise à nu par ses célibataires, même. Ha realizzato una serie di saggi sulla figura di Marcel Duchamp, su Jean-Michel Basquiat e sull’architettura giapponese. Ha curato la mostra “Black in White” (Parma 2007), e diverse esposizioni presso la Galleria Il Sipario di Parma, tra cui: “Mario Sironi” (2007), “Mino Maccari – Il difetto dell’intelligenza” (2008), “Corsi a vedere il colore del vento” (2010), “Titina Maselli – Annullare la facilità” (2010), “Omar Galliani 1981-2006...attraverso” (2010) e “Ut Pictura – Mario Schifano e Piero Pizzi Cannella” (2010). Dal 2011 collabora con Artribune.