Il mondo? È un pallone sul punto di esplodere. E fa strani rumori. Inaugurata a New York la nuova installazione di David Byrne. Sì, quello dei Talking Heads

Pare che da ieri, avvicinandosi alla West 25th Street, a New York, si sentano strani rumori venire dal basso. Responsabile di questi suoni è la nuova installazione di David Byrne, intitolata Tight Spot e prodotta dalla Pace Gallery. Il lavoro, che si incastra tra i pilastri della High Line (ferrovia dismessa e convertita a parco), […]

Una installazione di David Byrne

Pare che da ieri, avvicinandosi alla West 25th Street, a New York, si sentano strani rumori venire dal basso. Responsabile di questi suoni è la nuova installazione di David Byrne, intitolata Tight Spot e prodotta dalla Pace Gallery. Il lavoro, che si incastra tra i pilastri della High Line (ferrovia dismessa e convertita a parco), è un enorme pallone a forma di mappamondo, che se ne sta schiacciato – sempre sul punto di esplodere – tra il soffitto, le colonne e il pavimento dello spazio. A completare il lavoro, una colonna sonora pulsante e ipnotica, realizzata sintetizzando i suoni vocali di Byrne stesso.
L’artista – noto al grande pubblico più per la sua attività di musicista e frontman dei Talking Heads – si è dichiarato molto soddisfatto della riuscita dell’installazione, e ha sottolineato come da un lato sia un lavoro molto “leggero” e ludico, ma dall’altra evochi inevitabilmente una serie di considerazioni problematiche sullo stato di salute del pianeta, sia da un punto di vista ecologico che politico e sociale. Byrne in questo periodo è anche presente con un’opera – una serie di screenshot di applicazioni per iPhone immaginarie – nella mostra collettiva Social Media, allestita sempre sulla Venticinquesima in una delle varie sedi della Pace Gallery. La galleria newyorkese, tra l’altro, una volta smontata l’installazione di Byrne, riutilizzerà lo spazio sotto alla High Line per aprire l’ennesimo spazio, il quinto nella Grande Mela.

– Valentina Tanni

www.thepacegallery.com
www.davidbyrne.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.