Largo ai giovani. L’ottuagenario Paolo Portoghesi sarà il consulente per architettura e trasformazioni urbane del Comune di Roma

A nostro modestissimo avviso un danno alla città, per tre motivi. Il primo è che il progettista non è assolutamente quanto di meglio offre la piazza. E Roma, capitale del paese, dovrebbe “servirsi esclusivamente del meglio”. Il secondo è che così facendo si umiliano i giovani studi che operano in città (che al Maxxi, durante […]

Paolo Portoghesi

A nostro modestissimo avviso un danno alla città, per tre motivi. Il primo è che il progettista non è assolutamente quanto di meglio offre la piazza. E Roma, capitale del paese, dovrebbe “servirsi esclusivamente del meglio”. Il secondo è che così facendo si umiliano i giovani studi che operano in città (che al Maxxi, durante l’estate, hanno effettuato una serie di incontri a puntate che ne hanno dimostrato qualità e consapevolezza). Il terzo motivo è che si dà all’esterno (e all’estero), la solita immagine stantia.
Stantia sì, perché è atteggiamento stantio, diciamocelo chiaro, affidarsi “in questa fase di grande trasformazione e valorizzazione del cuore della città” (come recita il comunicato dell’assessorato alla cultura) ad un professionista che si è laureato nel… 1957, quattro o cinque ere geologiche or sono. È questo il passo che deve avere una capitale europea? Ignorare i propri talenti quarantenni e cinquantenni e gettarsi nelle braccia di professoroni ultraottantenni?
La collaborazione tra l’assessorato alla cultura sovrainteso da Dino Gasperini e l’architetto Paolo Portoghesi – è di lui che parliamo – nasce in questi giorni di fine agosto, a Roma, a margine delle polemiche scaturite dalla risistemazione e pedonalizzazione della centrale Piazza San Silvestro. Stretta tra i commercianti che (miracolo!) richiedono l’installazione di una scultura d’arte contemporanea e Legambiente che (assurdo!) chiede che l’area venga puntellata di alberelli manco fosse una piazzetta di paese, l’amministrazione non volendo o non potendo pigliarsi responsabilità, ha annunciato di puntare su “una archistar italiana” della quale poi è stato ufficializzato il nome facendo cascar le braccia a chi si aspettava ben altro.

Un rendering della nuova Piazza

Per tacere il fatto, poi, che qualche malalingua già è pronta a giurare che la gratuità della collaborazione non rientri in una inedita vocazione non-profit del progettista della Grande Moschea, bensì in una sorta di taciuto scambio. Tu, Portoghesi, collaborati gratis e dai il tuo imprimatur sulle scelte dell’amministrazione in fatto di urbanistica e noi, Comune, ti facciamo vincere il delicatissimo concorso – a tutt’oggi in essere – per la ricucitura urbana in Via Giulia. Per il quale l’architetto romano ha presentato un progetto che, per dirla senza girarci attorno, grida vendetta. State a vedere che oltre il danno di Piazza San Silvestro arriverà pure la beffa di Via Giulia… Ma almeno lì una mezza specie di concorso è stato fatto, mentre a Piazza San Silvestro -ed è uno scandalo- manco quello!

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