MOI 392: l’internamento della scultrice Camille Claudel narrato in un film

Un'artista dal grande talento, una passione travolgente, il dolore dell'abbandono e del confinamento: la grande scultrice Camille Claudel ha trascorso gli ultimi trent'anni di vita internata in un manicomio. Il film MOI 392 vuole renderle giustizia. Ecco il trailer

“Io non voglio essere aiutata, voglio essere riconosciuta”. Camille Claudel è stata una talentuosa artista, dalla vita travagliata, le cui passioni l’hanno condotta a conseguenze estreme. Non a caso il suo nome è ineluttabilmente legato a quello di Auguste Rodin, suo maestro e amante.

LA VITA TRAVAGLIATA DI CAMILLE CALUDEL

Ad unire i due fu la grande dedizione alla scultura, che li fece incontrare a Parigi e innamorare, nonostante la grande differenza d’età e il legame di lui con Rose Beuret (i due convoleranno a nozze dopo 53 anni di relazione e la Beuret morirà sedici giorni dopo le nozze, a 73 anni, seguita pochi mesi dopo dallo stesso Rodin). Camille sarà per Auguste una musa, un’allieva talentuosa e forse un donna inarrivabile. Lui, per lei, rappresenterà invece il mentore, l’amore travolgente e passionale su cui investirà tutta sé stessa. La storia tra loro, come sappiamo, non ebbe un lieto fine. I tormenti amorosi della Claudel sono ben esplicitati dalle opere che la resero immortale: tra tutte “Il Valzer”, che raffigura una coppia avviluppata in un abbraccio doloroso e “L’età matura”, che mostra un uomo anziano conteso tra due donne. Camille però fu tradita anche dalla famiglia: a pochi giorni dalla morte dell’amato padre, nel marzo del 1913, la madre e il fratello Paul ne ordinarono l’internamento in manicomio. Claudel rimase rinchiusa fino alla sua morte, avvenuta trent’anni dopo: venne sepolta nel cimitero dell’ospedale in una fossa comune e sulla lapide non fu scritto nemmeno il nome, ma solo il suo numero di matricola: 392.

IL FILM “MOI 392” DEDICATO A CAMILLE CLAUDEL

Da questo particolare biografico, prende spunto il titolo del progetto cinematografico MOI 392, condotto sullo stesso testo del monologo teatrale scritto da Chiara Pasetti, con la regia di Mario Molinari. Liberamente tratto dalla Correspondance e pubblicato nel libro Mademoiselle Camille Claudel e Moi, il testo è stato concepito per il monologo teatrale MOI, che ha debuttato nel settembre del 2016 nell’ex ospedale psichiatrico di Quarto-Genova e che da allora è stato e sarà sui palcoscenici di tanti teatri. Del film-documentario, l’autrice Chiara Pasetti dice: “Né film né teatro, né documentario né video: MOI 392 è un esperimento cinematografico condotto con la volontà di continuare a parlare di questa grande artista dimostrando il valore, ma anche il pericolo, di un’esistenza dedicata all’arte, in un’epoca storica che emarginava il talento femminile o non lo sapeva accettare. Una storia di violenza, quella di Camille Claudel, di reclusione forzata e di isolamento voluti dalla sua stessa famiglia”. MOI 392 sarà proiettato in anteprima a Roma sabato 11 marzo alle ore 18:30 nello spazio Scena.

Le prossime proiezioni si terranno a Novara presso la Fondazione Faraggiana in aprile, mentre lo spettacolo teatrale “Moi” andrà in scena ad Ascona presso la Fondazione Jung l’8 settembre.

Roberta Pisa

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Roberta Pisa

Roberta Pisa

Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.

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