Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, si è imbattuto nelle disavventure animate dei due adolescenti più demenziali degli Stati Uniti: Beavis e Butt-head. Creata nel 1993 dal geniale Mike Judge, l’irriverente serie televisiva (che porta il nome dei suoi iconici protagonisti) ha decisamente segnato un’epoca divenendo un vero e proprio cult grazie tanto al suo stile grafico quanto a uno storytelling dai risvolti imprevedibili, volto a offrire una critica feroce della società americana.

CHI SONO BEAVIS AND BUTT-HEAD

Andata in onda per ben sette anni consecutivi su MTV – se non si contano i quindici di silenzio fra la settima e l’ottava stagione – il celebre cartone animato è arrivato da noi soltanto nel 1998 mostrando al pubblico italiano qualcosa che non si era mai visto prima. Caso singolarissimo di un prodotto a cavallo tra il mainstream e l’undergorund, Beavis and Butt-head segue le vicende di due ingestibili amici dediti a trascorrere le proprie giornate alternandosi tra il divano domestico (sul quale commentano in maniera sconclusionata numerosi videoclip musicali trasmessi dalla tv) e peripezie nel mondo esterno, al limite dell’illegalità, destinate il più delle volte a degenerare nel peggiore dei modi. Ad affiancare i nostri “eroi” – le cui caratteristiche principali sono la bruttezza fisica, una scarsa intelligenza e la passione per la musica hard rock – sono alcuni personaggi/vittime degli scherni dei due bighelloni: fra questi ricordiamo l’anziano vicino di casa Tom Anderson, l’esasperato preside scolastico McVicker e l’ingenuo Stewart Stevenson. Doppiati originariamente dallo stesso Judge, in Italia Beavis e Butt-head hanno preso vita grazie alle voci di Paolo Rossi, Luigi Rosa, Elio e Faso (degli Elio e le Storie Tese), Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli.

IL NUOVO FILM DI BEAVIS E BUTT-HEAD

A distanza di ben sedici anni dal loro primo lungometraggio, Beavis and Butt-head alla conquista dell’America, il terribile duo torna nuovamente sotto i riflettori grazie a un nuovo lungometraggio. Intitolato Beavis and Butt-head Do the Universe, l’ultimo film è ambientato nel 1998 e vedrà le due canaglie impegnate a scontare una pena presso un Campo Spaziale che li porterà a viaggiare sullo Space Shuttle. Fra buchi neri e viaggi temporali, gli inseparabili amici si ritroveranno nella nostra epoca alla ricerca del vero amore. Definita dagli stessi produttori come “il più stupido film sullo Spazio mai realizzato”, la pellicola sarà fruibile dal 23 giugno sulla piattaforma streaming Paramount+.

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.