“Può un teatro pubblico essere ancora inclusivo, un luogo per la vita creativa di tutti?”: ecco il quesito con cui, a partire dal 2009, gli architetti Rem Koolhaas e
David Gianotten, rispettivamente fondatore e managing Partner di OMA, si sono misurati nello sviluppo del progetto del Taipei Performing Arts Center.

L’INAUGURAZIONE DEL NUOVO TAIPEI PERFORMING ARTS CENTER

A dieci anni dall’avvio del cantiere, il nuovo polo culturale della capitale taiwanese, che include tre teatri (due dei quali associabili fra loro all’occorrenza), inaugurerà finalmente il prossimo 7 agosto. Attesa da tempo, l’apertura è stata ufficializzata nei giorni scorsi, insieme al ricco programma della stagione inaugurale. L’entrata in attività del TPAC coincide, come noto, con una fase particolarmente complessa della storia di Taiwan, finendo così per acquisire un rilievo oltre la sfera strettamente architettonica.

IL RUOLO POLITICO DEL TAIPEI PERFORMING ARTS CENTER

L’edificio non solo prende le distanze dagli standard delle strutture teatrali contemporanee: attraverso un’inedita gamma di sistemi e dispositivi, getta le basi “tecniche” per consentire agli artisti la massima libertà performativa, annullando vincoli e convenzioni. Per la committenza (il Taipei City Government) il complesso di quasi 60mila mq, eretto a ridosso del mercato notturno Shilin“riflette la vivacità e l’apertura mentale di Taipei e della sua gente” e si candida al ruolo di “epicentro della vibrante cultura contemporanea dell’isola, dove nessun argomento e nessuna richiesta tecnica sono off limits”. Aspettative che lo rendono un luogo da monitorare e osservare con attenzione, anche alla luce delle incertezze geopolitiche attuali.

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.