Un film a capitoli, storie che si incrociano, un’avventura tra le strade di New York e più precisamente una storia ambientata nel mondo dell’arte contemporanea. In American Night tutti hanno un legame con l’arte.

AMERICAN NIGHT, IL FILM INTRISO DI ARTE CONTMEPORANEA

Il film, in sala dal 19 maggio con 01 Distribution, è un omaggio alla Pop-Art diAndy Warhol e anche al lavoro del maestro italiano Mario Schifano. Presentato in anteprima come evento collaterale durante la Mostra del Cinema di Venezia 2021, American Nigh” è diretto da Alessio Della Valle. “Un film neo-noir, con molte scene action e con ampio uso del “chiaro scuro” tipico del noir, ma è anche altrettanto pop e colorato, illuminato dalle luci notturne dei neon di New York”, dichiara il regista. “Il racconto si svolge nell’arco di tre giorni, in cui John Kaplan, Michael Rubino e Shakey, che ancora non si conoscono, stanno per incontrarsi e scontrarsi tra di loro – quando l’arrivo in città del corriere con la “Marilyn Rosa” di Andy Warhol porterà il caos nelle vite di ognuno”.

LA TRAMA DEL FILM “AMERICAN NIGHT”

Michael Rubino (Emile Hirsch) è appena diventato capo di tutti i capi della mafia di New York ma il suo più grande desiderio è quello di poter dedicare la sua vita alla pittura e diventare un grande artista. John Kaplan (Jonathan Rhys Meyers) è un mercante d’arte disordinato e ombroso, ma è anche il migliore al mondo per l’individuazione dei falsi. Le strade dei due, apparentemente così distanti, si incontreranno davanti a un bivio di cruciale importanza, quando il furto della Marylin di Warhol darà il via ad una serie di accadimenti imprevisti che sconvolgeranno le loro vite. “Il titolo “American Night” nasce perché l’America rappresenta il mondo nella sua policulturalità e la notte è il simbolo dell’oscurità, ma anche dell’inconscio”, scrive il regista. “L’ inconscio contiene il doppio, ed uno dei temi tipici dei noir è proprio la duplicità dei personaggi. Così, in “American Night” niente è ciò che sembra: ogni personaggio, ogni scelta, ogni momento viene presentato in un modo allo spettatore, per poi rivelare una verità ben diversa”.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival, rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità, è giornalista pubblicista e content creator. Coordina il video magazine di Cinecittà, collabora tra gli altri con le Rivista 8 1/2 e Mediterraneo e dintorni, ed è autrice del programma tv Luce Social Club (Sky Arte).