Tromperie, in italiano Inganno, è il nuovo film del regista francese Arnaud Desplechin. Un’opera cinematografica tratta dal noto romanzo Deception di Philip Roth. Il film ha un cast d’eccezione: Lea Seydoux, Denis Podalydès, Emmanuelle Devos e Anouk Grinberg. Si tratta di un lavoro a cui Desplichin ha lavorato per tanto tempo. Un cosiddetto sogno nel cassetto più volte iniziato e riposto, che ora vive di una luce vera e propria. Tromperie arriva nelle nostre sale dal 28 aprile con No.Mad Entertainment srl.

DAL LIBRO DI ROTH AL FILM DI DESPLECHIN

“Inizialmente ho letto ‘Deception’ in francese, poi in inglese. Ricordo di averlo regalato alle mie collaboratrici durante la preparazione di ‘Comment je me suis disputé… (ma vie sexuelle)’. Più tardi, ho utilizzato questo testo per un contributo del DVD di ‘Rois et Reine’, dove recitavo la scena finale con Emmanuelle Devos. Philip Roth vide quel contributo e mi chiamò una sera. Ero terrificato all’idea di parlare con il grande uomo! Gli dissi che mi sembrava impossibile adattare ‘Deception’ al cinema. Roth sorrideva al telefono, e mi ripeteva: fai semplicemente come hai fatto per il contributo! Mi ci vollero decenni per indovinare quel che Roth aveva visto. Più volte, ci ho provato senza essere soddisfatto del risultato. Ho pensato di adattarlo al teatro per Denis Podalydès, ma anche quella volta ho fallito! Durante il lockdown, qualcosa dentro di me si è sbloccato. Ero rinchiuso anche io come il personaggio di Philip nel suo studio. Ero molto felice di lavorare recluso. L’aspirazione alla libertà dei personaggi ha preso tutta un’altra risonanza”.

SINOSSI E CURIOSITÀ DEL FILM “TROMPERIE”

Tromperie è la storia di uno scrittore americano esiliato a Londra a cui puntualmente fa visita nel suo studio la sua amante. Questo diventa luogo di rifugio, incontro, discussione, scoperta. Tra queste pareti prendono vita dibattiti assolutamente attuali e profondi che riguardano la sfera sessuale, l’antisemitismo, la fiducia verso gli altri e la fedeltà in se stessi. “Lo studio è il cuore del film”, dice lo stesso Arnaud Desplechin. “C’era una difficoltà: come mettere in scena i frammenti dei dialoghi che Roth ha raccolto senza che lo spettatore si annoi? Come fare in modo che questo testo, che sembra circolare, diventi un racconto, si infiammi e che ogni parola ritrovi la propria forza? Tutto questo necessitava di una creazione, una messa in scena, e questo impegno mi entusiasmava. Come lo dice la giovane esiliata ceca, nessun personaggio di ‘Deception’ si trova al suo posto. Né gli esiliati ciechi, né l’amante inglese prigioniera di un matrimonio sinistro, né Rosalie nel suo ospedale… L’unico che abbia trovato il suo, è lo scrittore, nel suo studio, quando scrive o quando ascolta… Ma questo posto ha un prezzo: la solitudine e una forma di austerità. ‘Deception’ racconta la storia di persone che si trovano fuori luogo; quest’uomo le ascolta e trascrive le loro parole”.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival, rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità, è giornalista pubblicista e content creator. Coordina il video magazine di Cinecittà, collabora tra gli altri con le Rivista 8 1/2 e Mediterraneo e dintorni, ed è autrice del programma tv Luce Social Club (Sky Arte).