Il lago insanguinato di fronte all’Ambasciata russa in Lituania

Un collettivo di artiste lituane ha dato vita ad una scioccante performance che vede una nuotatrice solcare le acque insanguinate di un lago. Si tratta di “Swimming Through”, l’opera realizzata di fronte all’Ambasciata russa, di cui vi mostriamo il video

Il collettivo di artiste lituane Berta Tilmantaitė, Neringa Rekašiūtė, Rūta Meilutytė, Aurelija Urbonavičiūtė ha realizzato la scioccante performance Swimming Through.

IL LAGO ROSSO DI FRONTE ALL’AMBASCIATA RUSSA IN LITUANIA

Le artiste hanno chiamato l’olimpionica lituana Rūta Meilutytė a nuotare nelle acque del lago di fronte alla sede dell’Ambasciata russa del loro Paese, tinte di rosso per l’occasione. Il video mostra una veduta aerea del luogo, dove è ben riconoscibile l’elegante palazzo istituzionale. Ai suoi piedi, tra la sparuta vegetazione, si estende un piccolo bacino, le cui acque porpora sono increspate dalla solitaria nuotatrice. Al termine del breve filmato appare la scritta “Support Ukraine”.

UN MESSAGGIO SIMBOLICO CONTRO LA GUERRA IN UCRAINA

Il lago appare così come insanguinato e sottintende l’accusa che le artiste muovono nei confronti della Russia per aver commesso crimini di guerra contro gli ucraini. Il nuoto, eseguito strenuamente dall’olimpionica, starebbe invece a simboleggiare la necessità di uno sforzo continuo per combattere l’indifferenza nei confronti della violenza. Quello che l’opera Swimming Through intende lanciare “È un appello a non rimanere neutrali di fronte alla guerra. Un appello a partecipare attivamente alla protezione delle vite, della libertà e della democrazia del popolo ucraino che viene torturato, violentato e ucciso dalla Russia. È importante non rimanere insensibili alle immagini orribili di uccisioni di massa di ucraini e al loro dolore. Gli orrori apparentemente senza fine imposti dalla Russia sulla terra ucraina non devono diventare la norma”, spiega il collettivo autore della performance.

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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.