Cosa significa vivere così tanto un luogo fino a lasciarsi completamente possedere da esso? E quali sono i confini che separano gli spazi fisici da quelli mentali? A queste domande rispondono i protagonisti di Ghosts, l’ultimo videoclip diretto dal gruppo di danza contemporanea (La)Horde per accompagnare l’uscita dell’omonimo singolo di Rone: noto producer di musica elettronica che, recentemente, ha già collaborato con il collettivo francese per la realizzazione dello spettacolo musicale A room with a view.

LA TRAMA DI GHOSTS

Sceneggiato dal geniale Spike Jonze, il corto si avvale della maestria dei ballerini del Ballet National de Marseille per tessere le fila di una narrazione poetica che ci interroga tanto su concetti quali l’incomunicabilità e l’indifferenza quanto su tutte quelle paure che spesso ci impediscono di sentirci parte di un qualcosa. Ambientato all’interno del Museo delle Belle Arti di Marsiglia, il video descrive titubanze e timori di una giovane ragazza che presto si rivelerà essere una sorta di fantasma “intrappolato” in un luogo estremamente solitario nonostante l’alto numero di persone che lo frequentano ogni giorno. La scoperta di un gruppo di altri suoi simili la porterà al compimento di un coreografico rito collettivo che culminerà in una catarsi inaspettata.

LO ZAMPINO DI SPIKE JONZE

Concepito come un ambizioso progetto multidisciplinare (al quale si aggiungono anche il talento dello stilista Léopold Duchemin e il supporto di Balenciaga), Ghosts riesce a immergere lo spettatore in tutto il mondo immaginifico del celebre cineasta Spike Jonze: una dimensione personalissima nella quale la realtà e l’onirico si fondono insieme grazie a una vitalità inarrestabile che, sovente, si esprime attraverso l’armonia della danza. Una cifra stilistica impossibile da confondere, quella di Jonze, che ci offre la possibilità di guardare al nostro io più recondito attraverso uno sguardo sorprendentemente lucido.

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.