Presentata al Panathenaic stadium di Atene la scorsa estate, la collezione Dior Cruise 2022 è stata presentata come “un omaggio all’eterna bellezza della Grecia”, “una nuova e affascinante mitologia, a cavallo fra passato e presente”. Ma come nascono i modelli degli abiti? Che lavoro c’è dietro ad ogni dettaglio? Da dove è stata tratta l’ispirazione?

I RETROSCENA DELLA COLLEZIONE DIOR

A queste domande risponde in parte lo straordinario documentario The Greek Bar Jacket, pubblicato sul canale YouTube della maison Christian Dior. Si tratta di un film di circa un’ora realizzato dalla filmmaker ateniese Marianna Economou, alla quale è stata lasciata carta bianca per narrare attraverso la telecamera il making of dell’ultima collezione Cruise firmata Maria Grazia Chiuri. Tutto comincia in un grande frutteto, dove alcuni sarti analizzano i particolari dell’iconica giacca bar Dior adagiata su un manichino.

LA CULTURA ELLENICA IN UN CAPO ICONICO

Da qui parte il viaggio a ritroso che svela come si è giunti alla realizzazione di una collezione unica e straordinaria, che ha saputo incarnare lo stile, l’estetica e la filosofia di un paese antico e prezioso come la Grecia. Dalla ricerca sugli abiti del folklore locale, allo studio dei fregi del Partenone, fino alla rievocazione delle gesta epiche narrate nell’Iliade e nell’Odissea: lo sforzo fatto dalla direttrice creativa Chiuri e dal suo team è stato quello di cogliere le varie sfaccettature della cultura greca per riassumerle e valorizzarle in abiti di alta moda. Dalla città di Argo, nel Peloponneso, dove il sarto Aristeidis Tzonevrakis ha reinterpretato la giacca Bar, a Soufli, visitando la fabbrica Silk Line in cui vengono realizzate le preziose sete della maison parigina, fino all’isola di Taso, dove l’illustratrice Christiana Soulou ha disegnato i motivi per gli abiti jacquard, il documentario rende omaggio ai tanti artigiani e creativi greci che hanno contribuito alla nascita di una collezione che resterà negli annali Dior.

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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.