In poco più di cinque minuti, il corto What is Cubism? realizzato dalla Tate di Londra e online sul canale YouTube #TateKids, illustra la storia e i protagonisti di questo straordinario movimento artistico.

IL CORAGGIO DI BRAQUE AL COSPETTO DI MATISSE

Tutto ebbe inizio quando il ventiseienne Georges Braque sottopose sei dipinti al famoso Henri Matisse per una mostra: si trattava di tele composte dai ritagli ricavati dalle affissioni che Braque aveva sottratto dai muri di Parigi. Il grande e affermato artista, esaminando le opere del ragazzo, esclamò che erano assurde perché costituite da tanti piccoli cubi: nacque così il nome Cubismo.

L’AMICIZIA TRA BRAQUE E PICASSO

Il cubismo prende le mosse dall’amicizia creativa di Georges Braque e Pablo Picasso, il primo riservato e metodico, il secondo impulsivo e socievole. Nonostante il differente temperamento, i due erano uniti dal desiderio di creare un’arte che sorprendesse gli spettatori. Ispirati dai dipinti preistorici, dall’arte indigena e orientale, Braque e Picasso vollero rappresentare gli oggetti visti non da un unico punto di vista, ma da più lati contemporaneamente.

I DIFFERENTI TIPI DI CUBISMO

Nel video animato viene inoltre spiegato che non esiste un solo cubismo, ma c’è quello analitico e quello sintetico: il primo volto a scomporre gli oggetti per mostrarli appunto da più angolazioni, il secondo invece, che combina diversi dettagli in una sorta di puzzle, lasciando allo spettatore l’intuizione di ciò che vede.

L’ARTE DOPO IL CUBISMO

Dopo Braque e Picasso, molti altri artisti si ispirarono alla loro arte, tanto che ebbero origine anche altri movimenti, come l’Orfismo dei coniugi Delaunay. Con la prima guerra mondiale, tuttavia, il Cubismo ebbe una battuta d’arresto e i due artisti videro le loro strade dividersi. Ciononostante, in soli sei anni, dal 1908 al 1914, rivoluzionarono la storia dell’arte.

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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.