La salute mentale di Vincent Van Gogh è stata instabile durante tutta la sua carriera artistica. In particolare il pittore olandese si fece ricoverare nella clinica psichiatrica di Saint-Rémy-de-Provence dal maggio 1889 al maggio 1890: durante questo anno di degenza, spesso si recava nel giardino del nosocomio e, quando i momenti più bui della malattia gli lasciavano uno spiraglio, si dedicava alla sua arte. Fu in questo breve lasso temporale che realizzò circa 150 dipinti, per lo più rivolti alla natura.

I FIORI DI VAN GOGH NEGLI ACCESSORI YOGA

Proprio ad alcune di queste opere si ispira la capsule collection Manduka x Van Gogh Museum, nata dalla collaborazione tra il Museo Van Gogh di Amsterdam e il brand Manduka, leader nel settore yoga. Rose selvatiche (1889), Iris (1890), Mandorlo in Fiore (1890) sono i capolavori che è possibile ritrovare su tappetini, asciugamani, top e leggings per l’allenamento.

LA RICERCA DI PACE DI VAN GOGH E LA SALUTE MENTALE

L’idea è nata proprio dalla volontà di riproporre la pace e l’equilibrio che Van Gogh ricercava nella pittura di questi soggetti, e renderli accessibile a tutti con questi prodotti. Manduka e il Van Gogh Museum sperano inoltre che la collaborazione contribuisca a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salute mentale e invitano le persone a trovare la forza di reagire, di cercare il proprio benessere fisico e mentale, come fece il grande artista attraverso la sua arte immortale.

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AutoreVincent Van Gogh
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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.