Il Parco archeologico del Colosseo è un luogo che lascia con il fiato sospeso, non solo per l’Anfiteatro Flavio, ma per i tesori che si nascondono ad ogni angolo. La sua è una storia intensa e ricca di stratificazioni, spesso difficili da percepire nella loro integrità.

Per svelare il suo patrimonio di beni mobili, soprattutto quelli solitamente non godibili dai visitatori perché custoditi nei magazzini, PArCo lancia il reportage Depositi inVisibili: 4 puntate in onda sul proprio canale YouTube e sulla pagina Facebook sotto la curatela delle archeologhe Federica Rinaldi e Roberta Alteri, mentre del video, delle riprese e del montaggio si occupa Mario Cristofaro. “Amazzoni, Muse e capitelli trovano una nuova vita nelle sale del palazzo neroniano, animati da luci che esaltano i recenti interventi di restauro”.

LE 4 PUNTATE DI DEPOSITI INVISIBILI

La prima puntata, uscita sabato 13 novembre, è dedicata alla Domus Aurea e ai reperti restaurati ed inseriti nel percorso aperto al pubblico lo scorso giugno 2021. L’esperta Elisabetta Segala spiega alla telecamera la straordinarietà dell’apparato decorativo di questa casa dorata, ispirata al Re Sole con il quale lo stesso Nerone si identificava, tanto da farsi ritrarre in queste vesti nella statua che svettava nel vestibolo.
Il secondo appuntamento è previsto per sabato 27 novembre e si soffermerà sulle figure di spicco dell’archeologia romana e italiana Pietro Rosa, Rodolfo Lanciani, Giacomo Boni, Alfonso Bartoli, in particolare sugli scavi condotti sul Palatino a partire dall’Ottocento.
Il terzo episodio si focalizzerà sullo scavo delle pendici nord-orientali del Palatino
con il recupero dei ritratti riutilizzati nelle fondazioni di strutture tardoantiche, nelle
cosiddette terme di Elagabalo, e sullo scavo in corso nella Domus Tiberiana.
In ultimo sabato 18 dicembre, ci si spingerà nel cuore del Colosseo con le sue affascinanti radici bimillenarie, i depositi diffusi lungo il percorso di visita, ripercorrendo le tappe del su passato: dai fasti con le lotte dei gladiatori, al periodo buio del Medioevo, alla riscoperta della preziosità archeologica sino alle opere attuali di tutela e ricerca.

ALLE RADICI DEL PROGETTO, LE PAROLE DELLA DIRETTRICE

Alfonsina Russo, Direttrice del Parco archeologico del Colosseo così commenta l’operazione: “Il reportage, che ha impegnato per tutto il 2021 i funzionari, gli assistenti tecnici e il personale di custodia del PArCo aspira a rafforzare il legame del pubblico con il patrimonio culturale dei siti del PArCo, in attesa che i reperti normalmente non visibili, perché custoditi nei magazzini, prendano nuova vita nei futuri allestimenti in progetto, nell’ottica del programma del Museo Diffuso e come già fatto la scorsa estate con i materiali restituiti al contesto della Casa delle Vestali”. Tutto questo in attesa che i depositi vengano valorizzati ed inseriti ad hoc nei percorsi di visita. Guardiamo l’esempio del Depot di Rotterdam.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.