La performance artistica, dal titolo AMORE e ODIO è andata in scena sabato 18 settembre 2021 sul tetto-terrazza della metro Cavour del Rione Monti di Roma. Un omaggio alle donne in Afghanistan che non stanno abbassando la testa ma con ardore, determinazione e coraggio da vendere stanno combattendo per cercare di salvaguardare le libertà fondamentali, che spettano a tutti di diritto. Questa performance ha anche dato il via alla FESTA delle 7 ARTI da sabato 25 settembre dalle ore 17:00 al quartiere Corviale.

La performance Amore e Odio

Il progetto è curato Francesca Chialà, Performer Contemporanea e Regista, e intende congiungere le 7 Arti: Musica, Danza, Arti Visive, Cinema VR, Poesia, Letteratura, Teatro. Chialà si è esibita insieme alle due ballerine e attrici Valeria Vignati e Clara Margherita Cabassi, andando a realizzare una composizione su un veliero di 70 metri: dopo aver bagnato i piedi nei 7 colori corrispondenti ai 7 Chakra, hanno dipinto il supporto a passi di danza. La coreografia è stata accompagnata dalle note della 7° Sinfonia di Beethoven, di Eine Kleine Nacthmusic di W.A. Mozart e del Canone di Pachelbel, interpretati dai Solisti dell’Orchestra Sinfonica Città di Roma diretta dal Maestro Ennio Nicotra. La performance ha avuto inizio sollecitata dalla colonna sonora di una Serie Cinematografica in Virtual Reality, che Francesca Chialà sta girando, ispirata a “Le cose dell’Amore”, libro del filosofo Umberto Galimberti. La danza si è svolta come un viaggio virtuale in Afghanistan, con le ballerine dotate degli Oculus VR a 360° in modo da essere proiettate in un luogo altro.

Queste le parole della curatrice: “L’Arte Contemporanea deve avere una funzione sociale e poter trasformare la realtà, migliorandola. Nelle mie performance riesco a coinvolgere gratuitamente decine di artisti di fama nazionale e internazionale, appartenenti alle diverse 7 Arti, che decidono con me di sposare una causa in cui crediamo. Tutto viene ideato solo in 7 giorni, stimolando la generosità sia degli artisti, sia dei cittadini dei luoghi dove intervengo, perché l’organizzazione della Performance fa già parte della Performance”.

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.