Wrong Ninna Nanna – The Movie. L’apocalisse contemporanea in un video in esclusiva

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Per annunciare l’uscita in versione digitale di “Wrong Ninna Nanna” – il super disco che mette insieme Franco “Bifo” Berardi, Marco Bertoni, Lydia Lunch e Bobby Gillespie – Artribune presenta in anteprima “Wrong Ninna Nanna The movie”: un’opera firmata dalla coppia Cuoghi Corsello in collaborazione con Filippo Janez Bertoni.

Poco prima che il Coronavirus comparisse nelle nostre vite, il preludio di un processo di ribellione da parte di questo pianeta era già stato annunciato dai catastrofici incendi boschivi che, tra il 2019 e i primi mesi del 2020, sono divampati in diverse aree del globo come l’Amazzonia o la parte sud orientale dell’Australia: un emblema, o meglio una rivelazione, che di lì a poco ci avrebbe fatto prendere coscienza di una condizione collettiva drammatica e per nulla sostenibile. Non è un caso che proprio nel 2019 il pensatore e attivista, nonché punto di riferimento della controcultura italiana, Franco “Bifo” Berardi abbia cominciato a tessere un ritratto del nostro tempo riflettendo su tutte quelle scintille che hanno successivamente portato all’insorgere di rivolte sociali, politiche e ambientali. Da quegli appunti è nato Wrong Ninna Nanna, un progetto eclettico che si è concretizzato sia in un disco omonimo che in un video-saggio realizzato dalla coppia di artisti Cuoghi Corsello e da Filippo Janez Bertoni. 
Una “ninna nanna sbagliata” dunque, qualcosa che, a detta dello stesso Bifo “è il segno di una dolorosa consapevolezza: che il matrimonio della violenza neoliberale con la violenza delle identità aggressive non lascia alcuno spiraglio alla speranza di una vita felice e neppure di una vita sopportabile. È l’invito a non mettere al mondo le vittime dell’orrore che incombe perché il nazi-liberismo ha cancellato la solidarietà, l’umanità e l’amicizia”.

BIFO: L’INFERNO È GIÀ QUI

Pubblicato su vinile nell’ottobre del 2020 per 35mm, sublabel dell’etichetta indipendente 42Records, il concept album apocalittico (aggettivo da intendere anche nella sua accezione etimologica di “manifestazione”) si snoda attraverso dodici testi scritti da Berardi che cristallizzano lo Zeitgeist nel quale siamo immersi: visioni di scenari minacciosi dove prevale un senso di disillusione che forse potrebbe concludersi solo attraverso l’attuazione di un’estinzione definitiva del genere umano. 
“Non penso che la scelta di non procreare contrasti in qualche maniera la macchina capitalistica”, continua Bifo, “ma penso che sia il solo modo per sottrarre il futuro all’inferno che si prepara, anzi che è già qui. Assistiamo all’annegamento di migliaia di migranti nel Mediterraneo, alla persecuzione di coloro che vogliono salvare vite umane, all’accaparramento del vaccino da parte dei Paesi ricchi mentre in India, dove si produce la maggior parte dei vaccini, solo l’1% della popolazione ha ricevuto una dose, e intanto non basta il fuoco per cremare i cadaveri. Ma fingiamo di non saperlo, come i cittadini polacchi fingevano di non sapere cosa accadeva dietro i muri di Auschwitz. La disperazione può attivare energie che la menzogna del potere non riesce neppure ad immaginare. Nella disperazione è la speranza, perché nella disperazione è l’intelligenza”.

IL RUOLO ATTUALE DELLA CONTROCULTURA

Tra considerazioni sul valore odierno della democrazia, resoconti di tormentate migrazioni di massa e valutazioni sull’attuale situazione pandemica, i brani si susseguono accompagnati dalla partecipazione straordinaria di tre musicisti d’eccezione. Le parole di Bifo prendono infatti vita sia grazie alle composizioni per pianoforte e ai field recordings ambient/noise di Marco Bertoni (fondatore della band sperimentale Confusional Quartet) che dall’incisiva interpretazione di due mostri sacri della musica contemporanea: il frontman dei Primal Scream, Bobby Gillespie, e la regina della no wave, Lydia Lunch. L’atmosfera cupa e onirica del disco – uscito anche in versione digitale lo scorso 25 aprile – si ritrova, di riflesso, nelle immagini eteree, compresse e rarefatte che compongono Wrong Ninna Nanna – The movie: un saggio visuale che, strizzando l’occhio al concetto di poor image di Hito Steyerl, si apre con le riprese di alcuni roghi per scoperchiare un vaso di Pandora fatto di immagini evocative che vibrano di un’energia inquieta e inquietante.
Nonostante il senso di disincanto che trasuda dall’intero progetto, è possibile vedere in Wrong Ninna Nanna un lamento sotterraneo che si espande all’interno di un suolo controculturale ancora vivo e pulsante. Come afferma il produttore Marco Bertoni: “il valore della controcultura oggi è alto, importante, in un tempo dove il ‘contro’ è indefinibile, totalizzante, agonizzante ma potente. Dopo decenni di televisione commerciale e di social media, credo sia una pratica personale che vada ridefinita, in un contesto dove sicuramente avere certezze e informazioni alternative a quelle ‘ufficiali’ su cui formare delle proprie opinioni è un prezioso traguardo da conquistare. Per arrivare a noi tutto passa attraverso interfacce definite e pilotate da algoritmi. Già questa consapevolezza è utile, a mio avviso, come punto di partenza per poter iniziare a darsi da fare”.

– Valerio Veneruso


www.42records.it
La versione digitale del disco

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.