Michelle Brand è una giovane artista tedesca, naturalizzata inglese, specializzata in animazione e sound design; il suo particolarissimo stile, estremamente fluido ed eterogeneo, l’ha portata a ricevere numerosi premi e riconoscimenti attraverso festival prestigiosi come Annecy 2020, il Rhode Island International Film Festival o l’Encounters Film Festival. Proprio in occasione di questi tre ultimi eventi è stato presentato il corto del 2019 Any Instant Whatever (da poco reso pubblico su Vimeo); realizzato con tecniche disparate, il video prende in analisi la percezione soggettiva che si può avere sia dello spazio che si abita che dello scorrere del tempo, creando una narrazione sincopata che attinge continuamente dalla storia dell’arte.

LE INFLUENZE STORICO-ARTISTICHE: DA DE CHIRICO A MALEVIC

Già dai primi fotogrammi, infatti, si può notare quanto i riferimenti alle avanguardie storiche, e ad alcuni protagonisti del Novecento, siano onnipresenti; osservando i soggetti e gli ambienti raffigurati, non risulta difficile scorgere, ad esempio, delle affinità con la pittura metafisica di Giorgio de Chirico, con i personaggi stilizzati di Valerio Adami, con il dinamismo cristallizzato dei futuristi o con l’eredità suprematista lasciata da mostri sacri come Kazimir Malevič o El Lissitzky.
Il risultato finale è un omaggio al pensiero di Eraclito, un flusso inarrestabile di segni e colori che cattura lo sguardo dello spettatore privandolo della possibilità di concepire le cose in modo statico e prestabilito. Da vedere e rivedere…

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.