La designer americana Lydia Cambron ha deciso di raccontare la propria quarantena in un modo particolarmente creativo. Confinata in un appartamento a Brooklyn, ha riprodotto, con mezzi casalinghi ma con estrema fedeltà, la sequenza finale di 2001: Odissea nello spazio, capolavoro cinematografico di Stanley Kubrick uscito nel 1968.
2020: An Isolation Odyssey segue l’originale inquadratura per inquadratura, sostituendo le atmosfere oniriche della pellicola di partenza con la semplicità degli ambienti domestici, mantenendo però il senso di sospensione e mistero. “Riproposto nel contesto della quarantena”, scrive l’autrice, “il viaggio nel tempo si adatta ai drammi banali dell’isolamento, ironizzando sulla vita auto-centrata che conduciamo stando da soli in casa”.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.