Uno degli spauracchi più grandi da combattere, per ogni artista, è il momento dell’ispirazione: riuscire a individuare il soggetto giusto sul cui focalizzarsi, per poi capire come muoversi in modo da rendere concreta la propria idea, non è affatto un gioco da ragazzi. Ben consapevole di queste difficoltà, l’animatore uruguaiano Chico Jofilsan ha deciso di affrontare l’argomento una volta per tutte riversando tutta la sua ironia all’interno di un corto dai risvolti geniali.
Un simpatico personaggio baffuto, alter ego del regista stesso, ci introduce all’interno della sua testa per metterci di fronte alle numerose difficoltà che costellano il percorso che porta dal concepimento di un progetto fino alla sua effettiva realizzazione. Attraverso l’utilizzo di numerose tecniche di animazione (dalla stop motion al 3D), ogni suggerimento snocciolato da Jofilsan assume forme sorprendenti, dando vista a una creatura visiva in continua evoluzione. Il dinamismo del video ci aiuta così a percepire chiaramente nella frenetica mutevolezza dei pensieri che popolano la mente di ogni creativo. Tra euforie momentanee, indecisioni continue, primi tentativi e conseguenti procrastinazioni, In my particular case diventa un lavoro tautologico, un video che parla della sua stessa realizzazione. L’unica sicurezza, in tutta questa storia, è che l’incertezza è un sentimento che si troverà sempre dietro l’angolo: una minaccia alla quale conviene abituarsi poiché, il più delle volte, non scomparirà neppure quando la nostra opera riuscirà finalmente a vedere la luce.

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.