Un video ironico che affronta però questioni serie e attuali, come il distanziamento sociale, la sicurezza e la crescita personale. Ma anche la salute, la percezione di se stessi, l’identità e gli stati ansiosi. L’artista serba Ana Prvačk (1976; vive a Berlino), in questo lavoro commissionato dalla 13th Biennale di Gwanju, presenta il prototipo della Multimask, oggetto di design a metà tra il funzionale e l’assurdo, che propone un modello di maschera protettiva dalle caratteristiche uniche. L’accessorio, che compre tutto il viso ed è dotato di valvola per il filtraggio dell’aria, ricorda l’espressione gialla e standardizzata di un’emoticon, bloccata in un sorriso finto e di circostanza (“non c’è bisogno di avere sembianze umane, soltanto amichevoli”, spiega l’artista). La particolare posizione in cui sono costretti gli occhi, invece “altera la visione e facilità un’espansione psico-spirituale”. Infine, all’interno della maschera possono essere inserite creme e gel per tonificare e ringiovanire la pelle, perché “lo sforzo di apparire belli corrisponde alla volontà di restare in vita”.

https://13thgwangjubiennale.org/minds-rising/prvacki

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