Divenuti celebri soprattutto per la loro capacità di trasformare il rumore un’esperienza catartica, gli Einstürzende Neubauten (dal tedesco, “nuovi edifici che crollano”) tornano con lo stesso fragore che li ha sempre contraddistinti. La leggendaria band teutonica che – insieme a pochi altri sperimentatori di certe sonorità – ha sovvertito il corso della musica contemporanea, approfitta della stasi culturale di questo momento per rompere un silenzio durato sei anni (risale infatti al 2014 la pubblicazione del disco Lament, Mute Records). Sul loro canale Vimeo è infatti apparso il video del singolo Ten Grand Goldie, che anticipa il nuovo album Alles in Allem, la cui uscita è prevista per il prossimo 15 maggio. A guardarci dritto negli occhi – con tanto di mascherina protettiva – è Blixa Bargeld, carismatico fondatore degli Einstürzende, nonché ex chitarrista dei Nick and the Bad Seeds. Uno strumento bizzarro, formato da una molla e tubi di metallo (immancabile riferimento alle loro radici di stampo industrial), dà il la a una danza che non manca di rimandi tanto alle avanguardie storiche quanto a una certa tribalità.

UN ATTO DI RESISTENZA

Alle coreografie dei musicisti si alternano frammenti di video amatoriali realizzati, durante questo periodo di quarantena, da alcuni sostenitori della band. Il brano ci appare così come un simbolico atto di resistenza: un’esortazione a prendere consapevolezza del nostro tempo spronandoci però a rimanere forti e attivi. Seppure siano oramai passati i tempi in cui si suonavano lastre di acciaio e martelli pneumatici, la forza della canzone alimenta senza dubbio l’attesa del prossimo disco. Come se non bastasse, Blixa e soci hanno annunciato anche l’arrivo del The year of the rat tour: una serie di concerti che, dal 14 al 16 settembre 2020, dovrebbe toccare anche l’Italia (rispettivamente l’Auditorium di Roma, l’Alcatraz di Milano e il Teatro Auditorium Manzoni di Bologna). Pandemia permettendo.

– Valerio Veneruso

https://neubauten.org

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.