La parola “classico” evoca in tutti l’immagine di bianchi templi e candide sculture in marmo. Ma gli archeologi hanno dimostrato già da diversi anni che questa concezione estetica è in realtà storicamente errata: le statue e gli edifici greci e romani pullulavano di colori e decorazioni vivaci, tutti elementi scomparsi con il trascorrere dei secoli: “dopo la caduta dell’Impero romano”, spiega questo video di Vox magazine, “le sculture vennero sepolte o abbandonate. Al tempo del Rinascimento la pittura che le rivestiva era svanita. Così, gli artisti che ritrovarono queste opere e iniziarono a copiarle, non si accorsero subito del fatto che originariamente fossero colorate”.
Tuttavia, non si trattò di un semplice errore; ci sono molteplici prove del fatto che la presenza di pigmenti fu talvolta deliberatamente ignorata: “la cultura occidentale sembrò accordarsi sul fatto che il marmo bianco fosse molto più bello”.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.