Un monolite alto sei metri ricoperto da schermi LED. Sulla sua superficie prendono vita immagini e animazioni prodotte da un algoritmo di intelligenza artificiale che rielabora dati provenienti da uno dei più antichi siti archeologici al mondo, il tempo di Göbekli Tepe, in Anatolia, i cui resti risalgono all’inizio del Neolitico (9500 a.C. Circa).
La spettacolare installazione, attualmente in mostra al Mori Art Museum di Tokyo, è stata realizzata dal team dello studio statunitense ouchhh che con questo progetto vuole mettere in connessione passato e presente, costruendo un ponte ideale che attraversa i millenni: “la nostra domanda principale è: cosa succederebbe se la coscienza generata dai dati più antichi sulle origini del mondo si materializzasse in un progetto di arte pubblica ibrida? Non siamo uno studio che si occupa di data visualization ma usiamo i dati e l’intelligenza artificiale per fare arte. Abbiamo cercato di creare un’esperienza oscura, epica e cinematica per la vita del futuro”.

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Valentina Tanni è storica dell'arte, curatrice e docente. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba. Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del web. Nel 2001 ha fondato Random Magazine, uno dei primi magazine online dedicati alla Net Art, ed è tra i membri fondatori delle riviste d’arte contemporanea Exibart e Artribune. Ha curato numerose mostre in musei e gallerie, tra cui “Netizens”, “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati”, “Maps and Legends. When Photography Met the Web”, “Eternal September” e “Stop an Go. The Art of Animated Gifs”. È stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” e ha lavorato come docente per numerose istituzioni pubbliche e private (Università di Roma La Sapienza, LUISS, Istituto Europeo di Design, Fondazione Moderna Arti Visive).