Torna dietro alla macchina da presa dopo vent’anni di assenza Richard Stanley, regista sudafricano di culto autore di pellicole come Hardware e Dust of the Devil. L’occasione è l’adattamento cinematografico di uno dei racconti più famosi e amati di H. P. Lovecraft, The Color out of Space (Il colore venuto dallo spazio, 1927) con una mega-produzione che include un budget di sei milioni di dollari e il reclutamento di attori di primo piano come Nicholas Cage e Joely Richardson.
La storia, un lungo incubo senza redenzione, è incentrata attorno alla famiglia Gardner, che si trasferisce in una fattoria nel New England per sfuggire al caos della vita contemporanea. Ma un meteorite si schianta nel loro cortile infettando la terra, l’acqua, gli animali e tutto ciò che li circonda, esseri umani compresi. La sua presenza è contraddistinta da un colore misterioso, mai visto prima, emanazione di una malevola entità aliena, venuta da qualche remoto luogo nello spazio.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.