Torna dietro alla macchina da presa dopo vent’anni di assenza Richard Stanley, regista sudafricano di culto autore di pellicole come Hardware e Dust of the Devil. L’occasione è l’adattamento cinematografico di uno dei racconti più famosi e amati di H. P. Lovecraft, The Color out of Space (Il colore venuto dallo spazio, 1927) con una mega-produzione che include un budget di sei milioni di dollari e il reclutamento di attori di primo piano come Nicholas Cage e Joely Richardson.
La storia, un lungo incubo senza redenzione, è incentrata attorno alla famiglia Gardner, che si trasferisce in una fattoria nel New England per sfuggire al caos della vita contemporanea. Ma un meteorite si schianta nel loro cortile infettando la terra, l’acqua, gli animali e tutto ciò che li circonda, esseri umani compresi. La sua presenza è contraddistinta da un colore misterioso, mai visto prima, emanazione di una malevola entità aliena, venuta da qualche remoto luogo nello spazio.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.