In un momento in cui la tecnologia sembra totalmente levigata e senza peso, composta da onde invisibili, segnali wireless e codici astratti, ‘New Order’ dimostra come questi sistemi siano ancora testardamente ancorati al mondo fisico”. Presenta così il suo progetto New Order: Art and Technology in the Twenty-First Century Michelle Kuo, curatrice del MoMA di New York.
La collettiva, che è composta dalle opere di una ventina di autori, tutte provenienti dalla collezione del museo, è un tentativo di mostrare come la tecnologia diventi spesso, nelle mani degli artisti, uno strumento di sperimentazione e riflessione sulle mutazioni della vita umana a livello personale e sociale. Allo stesso tempo, il progetto è anche un modo per fare il punto sulle recenti acquisizioni del MoMA, presentando numerose opere mai installate prima.
Tra gli artisti coinvolti ci sono sia grandi nomi storici come Louise Bourgeois (1911–2010) e Rosemarie Trockel (1952), che artisti mid carrier come Neri Oxman (1976), Josh Kline (1979) e Camille Henrot (1978); e più giovani come Taua Auerbach (1981), Ian Cheng (1984) e Sondra Perry (1986).

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).