I film nascono dal bisogno di produrre una certa immagine, dall’impulso di produrre un film, e il significato emerge nel corso dei mesi che si impiegano per girarli”. Inizia con le parole dell’artista sudafricano William Kentridge (1955) questa interessante carrellata di interviste sul tema delle immagini in movimento. Un documento che riunisce i punti di vista di tanti artisti e registi differenti, tra cui l’americano Joshua Oppenheimer (1974), famoso per il suo The Act of Killing, candidato all’Oscar nel 2012, e il tedesco Wim Wenders (1945), che sottolinea il carattere “miracoloso” di alcune riprese, che riescono a catturare eventi fugaci e irripetibili.
Ma sono anche tanti gli artisti che hanno scelto il video come mezzo d’elezione: da Bill Viola (1951), che racconta l’emozione provata, durante l’ultimo anno di liceo, alla vista della prima telecamera portatile; a Pipilotti Rist (1962), che sottolinea il potere liberatorio che la pratica artistica esercita sul linguaggio di determinati media.

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