Se morirò, non morirò completamente”. È passata alla storia questa dichiarazione di Salvador Dalì (1904 – 1989), eccentrico protagonista del Surrealismo oltre che vera superstar del mondo dell’arte del suo tempo. Il suo desiderio di immortalità è stato preso alla lettera dal Dali Museum di St. Petersburg in Florida, che si è servito di algoritmi di intelligenza artificiale per riportarlo virtualmente in vita, a trent’anni precisi dalla sua scomparsa, avvenuta il 23 gennaio del 1989.
Dali Lives, questo il titolo del progetto, offrirà ai visitatori l’opportunità di approfondire la conoscenza di Salvador Dalì attraverso l’interazione con un sosia digitale. Il lavoro è stato possibile grazie alla disponibilità di centinaia di interviste, video e materiali di archivio che hanno permesso all’AI di imparare ogni dettaglio del volto dell’artista, della sua voce e delle sue espressioni facciali e corporee. L’algoritmo ha poi sovrapposto un volto credibile a quello di un attore, che offre la parte “corporea” al defunto artista. Una specie di “deepfake” a scopo didattico, insomma.
L’installazione sarà fruibile a partire da aprile 2019.

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AutoreSalvador Dalì
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

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