I musei, si sa, sono il luogo educativo per eccellenza. Veri e proprio scrigni della storia e della cultura, conservano milioni di documenti e di oggetti di inestimabile valore, permettendoci di preservare la memoria della civiltà umana e di comprenderne lo sviluppo. Non tutti gli studenti, tuttavia, hanno la possibilità di accedere a questi luoghi, e anche quando ce l’hanno, magari non riescono a goderne appieno a causa di un allestimento anonimo e respingente e a materiali esplicativi difficili o inesistenti.
Nasce da questa serie di considerazioni il progetto Museum in a Box, lanciato dall’omonima startup londinese. Si tratta di un dispositivo elettronico in grado di leggere informazioni direttamente dagli oggetti, che possono essere riproduzioni in miniatura di opere e reperti, ma anche schede e disegni. L’obiettivo è duplice: portare i musei dentro le scuole, nel caso in cui non siano fisicamente raggiungibili, e coinvolgere i più giovani in un percorso di scoperta interattivo e stimolante, che includa anche il senso del tatto e la manipolazione degli oggetti, favorendo così la comprensione e la memorizzazione delle nozioni apprese.

www.museuminabox.org

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

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