La canzone Africa non solo è il cavallo di battaglia dei Toto, ma è anche uno dei brani più famosi nella storia della musica pop contemporanea, un brano che già dall’ascolto delle prime note risulta immediatamente riconoscibile. Sia per le sue sonorità, tipiche di un decennio come quello degli anni Ottanta, che per il senso di serenità e di appagamento che la composizione trasmette, Africa continua ancora oggi a essere soggetto di numerose rivisitazioni (basti pensare a tutta una sterminata produzione di meme a tema o alla colonna sonora del recente film kolossal Aquaman che ne contiene un remix interpretato dal cantante Pitbull).
Della particolare forza attrattiva di questa melodia ne sa qualcosa anche il giovane artista Max Siedentopf, classe1991. Cresciuto in Namibia da genitori tedeschi, Siedentopf si è sempre diviso tra progetti di editoria, graphic design e arti visive, utilizzando l’ironia come elemento principale delle sue creazioni. La sua ultima opera, Toto forever, non fa eccezione. Allestita nel deserto del Namib, l’installazione multimediale prevede infatti un’esecuzione costante dell’immortale capolavoro dei Toto. Grazie all’ausilio di 6 casse audio, un lettore mp3 e batterie che funzionano a energia solare, il brano è destinato a propagarsi per l’eternità tra le dune, trasmutando così una canzone popolare in un monumento minimalista a tutti gli effetti.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.