La canzone Africa non solo è il cavallo di battaglia dei Toto, ma è anche uno dei brani più famosi nella storia della musica pop contemporanea, un brano che già dall’ascolto delle prime note risulta immediatamente riconoscibile. Sia per le sue sonorità, tipiche di un decennio come quello degli anni Ottanta, che per il senso di serenità e di appagamento che la composizione trasmette, Africa continua ancora oggi a essere soggetto di numerose rivisitazioni (basti pensare a tutta una sterminata produzione di meme a tema o alla colonna sonora del recente film kolossal Aquaman che ne contiene un remix interpretato dal cantante Pitbull).
Della particolare forza attrattiva di questa melodia ne sa qualcosa anche il giovane artista Max Siedentopf, classe1991. Cresciuto in Namibia da genitori tedeschi, Siedentopf si è sempre diviso tra progetti di editoria, graphic design e arti visive, utilizzando l’ironia come elemento principale delle sue creazioni. La sua ultima opera, Toto forever, non fa eccezione. Allestita nel deserto del Namib, l’installazione multimediale prevede infatti un’esecuzione costante dell’immortale capolavoro dei Toto. Grazie all’ausilio di 6 casse audio, un lettore mp3 e batterie che funzionano a energia solare, il brano è destinato a propagarsi per l’eternità tra le dune, trasmutando così una canzone popolare in un monumento minimalista a tutti gli effetti.

– Valerio Veneruso

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valerio Veneruso
Artista visivo, VJ, grafico freelance e curatore indipendente, Valerio Veneruso nasce a Napoli nel 1984. Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti, si sposta a Venezia dove nel 2012 si laurea in Arti Visive all’Università IUAV. 

Co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012) e del progetto editoriale Banane – Fanzine, in collaborazione con Davide Spillari, (2016). Sempre nel 2016 ha diretto il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova). È stato assegnatario di un atelier presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia per l’anno 2015/2016 dove ha potuto curare il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa mostra conclusiva TorchioFolks.
Recentemente ha vinto il premio per la migliore proposta grafica in occasione della 100ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

LEAVE A REPLY