Presentata fuori concorso al Venice Virtual Reality durante l’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, VR_I si è rivelata una delle opere più interessanti dell’intera manifestazione. Reduce dal Sundance Film Festival 2018 e dai premi ricevuti durante la 49esima edizione del Festival del nuovo cinema di Montreal (Grand Prix per l’innovazione e il Premio del pubblico) l’ambizioso progetto, partorito dalla mente del coreografo svizzero Gilles Jobin in collaborazione con i fondatori dell’Artanim Motion Capture di Ginevra Caecilia Charbonnier e Sylvain Chagué, offre infatti la possibilità di vivere un’esperienza unica.
Come spiegato anche dagli autori, l’obiettivo è quello di mettere in contatto i fruitori (è stato concepito per un numero massimo di cinque alla volta) con qualcosa di sconosciuto. A partire dal proprio corpo, che può vestire i panni di un avatar con connotazioni fisiche ben precise, in grado di soddisfare anche le esigenze di chi è costretto su di una sedia a rotelle, fino all’incontro con le creature pantagrueliche che si muovono all’interno di uno scenario dai toni mutevoli e psichedelici.

UN CAMBIO CONTINUO DI PROSPETTIVA

I partecipanti vengono così messi nella condizione di essere osservati da figure mastodontiche (interpretate dallo stesso Jobin e i suoi ballerini) e, al contempo, di osservare delle creature lillipuziane, in uno scambio costante di prospettive in grado di stimolare empatia verso l’altro. Attraverso un’attrezzatura specifica (costituita da sensori per mani e piedi, un computer indossabile come uno zaino, un paio di cuffie, un microfono e ovviamente un visore) si è dunque portati a percepire se stessi come un portale tramite cui poter vivere un’esperienza multisensoriale dalla quale non è semplice poi distaccarsi.
Il corpo e i suoi infiniti movimenti sono i cardini essenziali di questa particolare avventura, come si evince anche dalle opere d’arte che arredano le stanze di una casa la cui architettura strizza l’occhio a quelle di Le Corbusier. Tra statue classiche, riproduzioni di un trittico di Francis Bacon e il celebre Nudo che scende le scale di Duchamp, ogni cosa omaggia il corpo e le potenzialità di conoscenza che esso custodisce.
Per chi si fosse perso il debutto italiano di VR_I ricordiamo che l’opera sarà fruibile presso l’Istituto svizzero di Roma, dal 21 al 23 novembre prossimo, in occasione del Romaeuropa Festival 2018.

– Valerio Veneruso

www.vr-i.space

Evento correlato
Nome eventoRomaeuropa Festival 2018
Vernissage19/09/2018
Duratadal 19/09/2018 al 25/11/2018
Generiperformance - happening, musica, teatro, danza, festival
Spazio espositivoMATTATOIO
IndirizzoPiazza Orazio Giustiniani 4 - Roma - Lazio
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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.