Arte e denaro. Due fattori che sembrerebbero lontanissimi ma che invece sono sempre più legati, intrecciati, inscindibili. Mentre il dibattito polarizza i puristi e i realisti nell’antica faida tra chi sostiene che il valore di mercato non abbia niente a che fare con l’espressione artistica e chi accetta la compravendita delle opere come un dato di fatto, un nuovo documentario cerca di analizzare il tema con l’aiuto di tante voci illustri. Artisti, critici, galleristi, mercanti e giornalisti dibattono sul valore, economico e culturale, dell’arte, ma anche sulle distorsioni e le pressioni che il sistema capitalista riversa sugli artisti e sulla loro produzione.
Diretto da Nathaniel Kahn, The Price of Everything è una visione utile e rinfrescante, che lungi dal voler semplicemente moralizzare sul sistema, cerca di capirne a fondo le ragioni storiche e le implicazioni presenti e passate. Tra i tanti intervistati, Jeff Koons, Larry Poons, Marilyn Miner, Gerard Richter e Jerry Saltz.

www.thepriceofeverything.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.