La facciata della Walt Disney Concert Hall di Los Angeles, progettata da Frank Gehry nel 2003, diventerà una grande superficie di proiezione per Refik Anadol, artista turco noto internazionalmente per le sue scenografiche opere che uniscono scultura e nuove tecnologie. Dal 28 settembre al 6 ottobre, dalle 7.30 alle 11.30 di sera, l’edificio verrà completamente trasfigurato dall’opera WDCH Dreams, realizzata dando in pasto ad alcuni algoritmi di intelligenza artificiale i dati dell’archivio digitale della Filarmonica di Los Angeles, un impressionante pacchetto di oltre 45 terabytes. Secondo Anadol, questo processo porta in vita, metaforicamente, il “subconscio” della Disney Concert Hall e il risultato sarà una “visualizzazione radicale del primo secolo di vita dell’istituzione, oltre che un’esplorazione delle sinergie tra arte e tecnologia, e tra architettura e memoria”.
Ad accompagnare le proiezioni esterne, ci sarà anche un’installazione interattiva dentro l’edificio, all’interno della Ira Gershwin Gallery.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

1 COMMENT

  1. Mhhhh nobody give a S. on generative art and you give echo to a “artist” that make oldish things with laughable particle system that a 12 year teen can make, in 30 minutes, with open source software at school?
    Come on not all your readers are dumb please stop think all people is stupid.
    Maybe put your nose out of your small “art” world and take a look on what really happens.

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