Il fenomeno degli Umarell è ormai parte dell’immaginario collettivo. Umarell è l’appellativo emiliano che indica gli anziani che osservano i cantieri delle proprie città, con le inconfondibili braccia dietro la schiena e uno sguardo severo, quasi giudice, sullo svolgimento dei lavori.
Il regista Gero Guagliardo ha voluto celebrare il fenomeno con un breve film surreale dal risvolto poetico: le immagini e le parole del protagonista, Antonio, hanno valore di riscatto per tutti coloro che sono costretti a nascondersi. I suoi ricordi sono pregni di fierezza e gloria, e diventano l’invito per le nuove generazioni a fare “coming out” e a dichiarare con orgoglio il proprio istinto da Umarell.
“Si tratta di un personaggio romantico”, commenta Guagliardo, “non si arrende ed è anche un sognatore, un visionario. Lui vede il palazzo finito dove gli altri vedono soltanto uno scavo. E allora ho cominciato ad osservare anche loro, che sono i maestri dell’osservare e ho inventato la storia di Antonio. Il Re degli Umarell”.

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