Dina Amin, giovane designer di origini egiziane, documenta il suo lavoro con video e animazioni che pubblica su Vimeo, Youtube e Instagram. Una serie in particolare, intitolata Tinker Friday, sta riscuotendo molto successo grazie al suo carattere ludico e poetico. Amin usa delle brevissime animazioni realizzate con la tecnica dello stop-motion in cui dà vita ad oggetti quotidiani come sveglie, phon, audiocassette e scatole di fiammiferi. Gli oggetti vengono disassemblati per trasformarsi in buffi personaggi, mettendo così in mostra la loro anatomia interna, spesso nascosta agli occhi. “Mi piace smontare i prodotti per capire come funzionano, e come tutti i pezzi poi vengono messi insieme, per me è come un puzzle”, ha spiegato l’autrice al magazine Designboom, “gran parte degli oggetti che utilizzo sono prodotti rotti o danneggiati, che sarebbero destinati alla discarica”.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.