Una delle peculiarità di Internet è quella di generare costantemente neologismi, pronti ad essere assimilati in maniera repentina, ma anche di riprendere concetti consolidati per impreziosirli di significati nuovi. È ad esempio il caso del termine Aesthetic. Accostato soprattutto al filone artistico/musicale Vaporwave, questo aggettivo fa riferimento agli insegnamenti filosofici di origine greca per descrivere atmosfere caratterizzate da sfumature cromatiche ed elementi liquefatti (preferibilmente in 3D) in grado di infondere nell’osservatore sensazioni di pacatezza e soddisfazione sensoriale. Le stesse, praticamente, che si percepiscono nell’ultimo video realizzato dalla giovane artista e videomaker Alice Palamenghi (Gavardo, 1992).
Glitch Souls, concepito per accompagnare il nuovo singolo del duo nostrano Kick, si presenta come un viaggio all’interno di tutta l’iconografia propria della sottocultura Vaporwave, della quale la Palamenghi è una delle principali esponenti nel panorama italiano. Paesaggi idilliaci, all’interno dei quali misteriose creature antropomorfe danzano tra un datamoshing e l’altro, si alternano a solidi geometrici, piante tropicali e statue ellenistiche. La nostalgia del passato, identificabile non solo nelle forme classicheggianti, ma soprattutto nelle atmosfere tipiche di un certo tipo di grafica Anni Novanta, si amalgama con linguaggi prettamente contemporanei. Una poetica che trova nella Palamenghi spunti argomentativi molto interessanti, così come testimonia anche la sua recente partecipazione alla mostra collettiva #Layers tenutasi presso La Raffinerie di Bruxelles lo scorso aprile.

– Valerio Veneruso

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AutoreAlice Palamenghi
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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.