Elements, il cortometraggio sperimentale di Maxim Zhestkov, ha come protagoniste due milioni di biglie bianche e nere. Le piccole sfere, caratterizzate da una superficie lucida e specchiante, si muovono all’interno di una serie di spazi chiusi, candidi white cube che fanno pensare alle stanze di una galleria d’arte contemporanea. Ogni sezione del filmato esplora un movimento differente, mettendo in gioco diverse leggi della fisica: prima il flusso, poi la diffusione e infine la pressione. Accompagnato da una colonna sonora fatta di echi e suoni essenziali, Elements rappresenta un affascinante tentativo di visualizzazione delle leggi della natura e della matematica, mostrando in che modo si comportano le particelle che compongono il nostro corpo e tutto quello che ci circonda. “Il film è un tentativo di esplorare l’idea che tutto ciò che si trova dentro di noi e intorno a noi è fatto di semplici elementi che possono essere riassemblati in composizioni complesse e diventare strutture modulari”, commenta il motion designer russo, “possiamo proiettare questa idea anche nel campo delle emozioni, dei comportamenti, dei processi mentali, delle relazioni interpersonali, della vita, dei pianeti e persino dell’universo intero”.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.