Situato negli altopiani di Alliance, in Nebraska, Carhenge è un monumento a tutti gli effetti. Concepito negli Anni Ottanta da Jim Reinders come memoriale per suo padre, il sito consiste in un cerchio composto da 39 macchine vintage americane, sistemate come le grandi pietre di Stonehenge e dipinte interamente di grigio. L’installazione, che dal 2006 dispone addirittura di un visitor center dedicato, è tornata al centro delle cronache nei giorni scorsi grazie alla sua particolare posizione geografica. Carhenge, infatti, si trova proprio lungo il cosiddetto path of totality, ossia la zona lungo la quale l’eclissi solare dello scorso 21 agosto era visibile nella sua interezza. Per questo motivo, centinaia di persone si sono riversate sul posto per poter godere di un punto di vista privilegiato sul fenomeno.
Questo video, girato da Harun Mehmedinovic e Gavin Heffernan di Skyglowproject.com, è un affascinante timelapse fatto di atmosfere notturne, ottenuto mettendo insieme una serie di riprese che vanno dal 2015 a oggi.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.