Piet Mondrian (1872 – 1944) ha letteralmente inventato la pittura astratta geometrica come linguaggio. Quello che a molti sembrò il punto zero della costruzione delle immagini su tela, fu in realtà solo l’inizio di una nuova avventura; l’apertura di un inedito campo di sperimentazione, fatto solo di forme essenziali e colore.
In questo video, girato nel 2014 in occasione della mostra Mondrian and his studios, organizzata dalla Tate Liverpool, il co-curatore Michael White spiega alcune delle caratteristiche dell’opera del maestro olandese e mette a confronto l’uso dello spazio sulla tela con la creazione di spazi astratti nella tridimensionalità del suo studio. All’interno della mostra infatti, era presente una fedele ricostruzione dello studio parigino in cui l’artista lavorò dal 1921 al 1936. L’essenzialità e il rigore di questo luogo, che sembra una versione abitabile di uno dei suoi celebri dipinti, ci racconta di come i rapporti spaziali rappresentassero per l’artista non solo una sperimentazione formale ma anche una fonte di ispirazione per un diverso modo di vivere.

Dati correlati
AutorePiet Mondrian
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.